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    L'EGO is the album in which the musician attempts to explain human nature and society through the ego. Lauriola argues human rights compliance and cross cultural integration.

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about

L’EGO è un album che mi piace definire come “un amichevole schiaffo”. E' “un album biologico” perché colpisce e cattura l’attenzione verso quella musica che hai dentro e che decidi di mettere a nudo senza manomissioni ed effetti speciali.

Un concept di otto tracce per descrivere quella che è una certa visione del mondo e dei rapporti umani.
L’ego può spingerci a bruciare gli altri e a creare distanze e fiumi di sangue sfociando in una triste guerra di sopraffazione.
"Ho suonato tutti gli strumenti affiancato da Adel Al Kassem, che ha aggiunto alcune parti ritmiche e ha coprodotto l’album".

L’Artwork grafico è stato curato da Gianluca Paradiso.
"Il giorno in cui ci siamo conosciuti ho parlato della mia idea a Gianluca. Abbiamo rielaborato un quadro del 2007 di Angelo Pacifico, già autore della copertina del debutto dei Pliskin, dal titolo “explota corazon” e, questo cuore è esploso così. In questa rappresentazione dell’io".

Il disco è stato presentato ufficialmente per la prima volta live il 5 Marzo del 2015 allo Spazio Teatro 89. Il concerto ha avuto anche uno scopo sociale poichè tutto il ricavato è andato all'associazione UnAltroMondo Onlus.

Garderie Unautremonde è il progetto, avviato nel 2008, per l’apertura di un asilo nel quartiere popolare di Medina, al centro di Dakar, che mescola moderni edifici a realtà molto povere e degradate, dove vivono centinaia tra donne e bambini provenienti dai villaggi rurali. L’impegno di UnAltroMondo Onlus è volto anche a favorire l’educazione scolastica di molti bambini prima costretti a lavorare e delle loro madri, donne che lavorano il miglio e che sono riuscite a migliorare la loro precaria situazione economica, grazie all’utilizzo di prestiti senza interessi.

In questo contesto i bambini più piccoli rimanevano spesso soli o costretti sulle spalle delle madri durante il lavoro, cosa che ne impediva uno sviluppo armonico affaticando ulteriormente le madri.

Da qui l’esigenza di aiutare i più piccoli offrendo loro uno spazio dedicato, capace di sollevare le madri lavoratrici garantendo un buon accudimento dei loro figli, di assicurare educazione, nutrizione e crescita e di ridurre le disparità di genere e di classe sociale nell’accesso all’istruzione.

Il programma educativo comprende psicomotricità, attività grafiche, stimolazione al linguaggio, attività logico matematiche, lavori manuali, racconti, educazione all’igiene, momenti di svago e gioco.


Ecco L'EGO in dettaglio traccia per traccia:

In tutto l’album, l’individuo con il proprio Ego è al centro di ogni canzone: l’Ego come consapevolezza di sé e della propria identità, che costruisce passo dopo passo la storia individuale, fatta di incontri, a volte casuali che nel tempo leggeremo come frammenti del grande mosaico della nostra vita, incontri con altre storie, con persone che ci hanno regalato emozioni e provocato sensazioni. Persone alle quali ci siamo donati e dalle quali abbiamo ricevuto qualcosa in cambio, anche se sono passate nella nostra vita solo per qualche istante.

Yalla è il primo singolo estratto dall’album L’Ego, un disco che rappresenta un viaggio che va dal Gargano all’Europa centrale passando per l’Oriente.
In arabo Yalla! Vuol dire “Su!”, “Tirati su!”, “Muoviti!”. E’ un incitazione. Il testo di questa canzone è stato scritto con la reporter Laura Silvia Battaglia. Yalla è una canzone sull’abbandono e sull’assenza. La guerra è una follia. Quella guerra che combattiamo tutti i giorni negli uffici e nei posti di lavoro e quella con le bombe che ci arrivano in diretta sui media.
"Quest’estate ho fatto un viaggio alla ricerca delle mie radici. Il Gargano è stato il luogo di partenza. Quel viaggio è continuato fino ad arrivare ad Auschwitz e Birchenau. Mentre Laura mi regalava i sui racconti dallo Yemen".

A Varsavia, all’inizio avrebbe dovuta chiamarsi “Il rumore del tempo” come il libro di Osip Mandel’štam che stavo leggendo. Avrebbe dovuto essere una canzone con un’impronta più politica e specifica sui fatti accaduti a Varsavia nel 1982, ma sembrava troppo circoscritta a un tempo e a un episodio ben preciso. Così ho eliminato dalla canzone ogni riferimento temporale perché il messaggio che intendevo trasmettere con questa canzone è a-temporale, non localistico, esteso al mondo intero. È il grido di libertà e di ricerca di cose non dette e nascoste. La ricerca della verità. Così come successo di recente con il caso Cucchi ad esempio. Così ho immaginato un momento della vita di un ragazzo polacco a Varsavia nel periodo del regime repressivo di Jaruzelski. Un ragazzo della stessa generazione di Grzegorz Przemyk. Poeta diciannovenne che fu arrestato mentre festeggiava l’ottenimento del diploma. E poi ucciso. Ho immaginato il suo mondo interiore e le sue cose non dette o non dette sul suo caso.

The Dreamers è il sogno di due amanti divisi dalla guerra. Dopo che la guerra sarà finita si rincontreranno a Roma. Questa canzone è una promessa. Quella di ritrovarsi dopo il conflitto in un’altra città per vivere in tranquillità il proprio amore. Il grido lanciato al cielo è: Uscire per un giorno dalla precarietà per godersi il momento e renderlo eterno.
I due amanti protagonisti della canzone si rincontreranno a Roma dopo diversi anni dalla guerra, mantenendo la propria promessa. Nella città eterna si ameranno per l’ultima volta. Dopo la notte passata insieme forse qualcosa è cambiato. Le nuove esperienze pesano. Ora sono due persone diverse. Quello che poteva essere un nuovo inizio diventa un nuovo addio.

Cantavamo Canzoni parla della perdita di una persona amata e della sofferenza a essa collegata.Nel ritornello vengono citate alcune canzoni che hanno come tema “la guerra” e che i protagonisti della canzone cantavano. L’io narrante ricorda questi momenti mentre ricorda da troppo tempo una persona importante che non c’è più.
Cantavamo queste canzoni: Bob Dylan, The Times They Are A Changin Boris Vian, Le Dèserteur, U2, new year’s day, John Lennon – Give Peace A Chance, Era de maggio (canzone in lingua napoletana, basata sui versi di una poesia del 1885 di Salvatore Di Giacomo e messa in musica da Mario Pasquale Costa), LITFIBA – Lulù e Marlene, Franco Battiato – Bandiera bianca, Pink Floyd – GoodBye Blue Sky.

L'Avventura, riprende nel titolo un film di Michelangelo Antonioni.
Fa parte della trilogia esistenziale e dell’incomunicabilità. Un film che si colloca tra La Notte e L’eclisse. Questa suite l’abbiamo registrata live con chitarra acustica, loop station e voce registrandola in presa diretta e suonandola più volte. Pochissimo editing. Adel ha aperto i microfoni e schiacciato Rec. mentre io ero in sala di ripresa ed ho iniziato a registrare tutto quello che suonavo e cantavo. Dopo due ore circa avevamo il brano pronto. Ci sono anche delle riprese video fatte da Sauro Sorana che potete trovare su YouTube.
Ad un certo punto della canzone c’è un inserto di Thomas Edison dove lui racconta di questo giro del mondo su un grammofono.
‘’L’Avventura è un aspetto molto importante delle nostre vite. Fa parte di ognuno di noi e racconta la vita, l'assenza, l'amore e le emozioni. In questa vita l'anima evolvere così come succede con le nostre avventure".

I Cantori "l'ho scritta pensando ai suoni e ai ritmi della mia terra suonati con chitarre distorte e voce noise rock".
Spesso la musica nasce da un'esigenza di libertà. Vedi il Jazz ad esempio. Fu creato da persone che sono state liberate dalla schiavitù. Persone che fino a poco tempo prima venivano considerate all’ultimo gradino della scala sociale. Qualcosa di simile è successa in Brasile con il Samba. Qual’è il genere musicale che oggi ci serve per dire al mondo che siamo stati liberati da qualche catena? Le mie origini passano anche dalle campagne della Puglia. Da Giuseppe Di Vittorio ai Cantori di Carpino. In quei posti ho sentito quel genere di grido di libertà. La Tarantula Garganica è il ritmo portante di questa canzone. I timpani suonati con veemenza ne scandiscono la forza. "Questa canzone la dedico a tutte le ombre che fanno luce sulle cose grandi".

Il Mare è anche lasciarsi andare con i pensieri al suono e al profumo che c’è nelle onde. Perché il mare ha una sua forza, proprio come certe canzoni. Come certi musicisti e, non ci resta che contemplarlo, con umiltà ed emozione.

Dentro A Un Bicchiere è un talking blues. "Ho immaginato un reduce di quella che possiamo definire la guerra di tutti i giorni". Il lavoro con le sue contraddizioni ti da dignità ma ti rende schiavo. Ti porta ricchezza economica ma ti può toglie ricchezza interiore. Può farti sembrare un uomo ma quando torni a casa, dentro a un bicchiere rivedi un te stesso finto e alterato proprio come quei gradi di troppo in quel bicchiere.
Quei gradi che ti alterano. Oppure, in quel bicchiere, un bel giorno puoi sentire la tua forza. La tua ricchezza. E brindare ad essa.
Mentre registravamo l’album Adel mi faceva notare che questa canzone sarebbe potuta essere la colonna sonora di The Big Kahuna, il film del 1999 diretto da John Swanbeck. Soprattutto nel discorso finale.
La scena è questa. In una stanza d’albergo di Wichita in Kansas nel Midwest tre venditori di lubrificanti industriali sono in attesa di incontrare alcuni clienti, per poter concludere un affare che possa risollevare le sorti della società per cui lavorano. I tre sono molto diversi tra loro: Larry e Phil sono i “vecchi” mentre Bob è nuovo del mestiere. I tre attendono parlando della vita, del lavoro, delle donne e di loro stessi, trasformando la stanza d’albergo in una sorta di palcoscenico teatrale.
« Every sale begins with a smile. » e «La grande occasione è arrivata... Il problema è sapere che faccia ha.» si ripetono i protagonisti".

Questo disco piacerà tanto agli amanti della Chitarra, delle Loop Station e della Poesia.
"A me piacerebbe che L'EGO stimolasse la riflessione. Non è un disco banale che va ascoltato mentre si fa altro. Richiede attenzione".

Questo é L'EGO.
Spero che queste canzoni riescano a raggiungerti.

credits

released March 3, 2015

Pierpaolo Lauriola // voce, chitarra, basso elettrico, pianoforte, percussioni.
Adel Al Kassem // drumkit, programmazione, sintetizzatore, kora.

Registrato negli studi del Massive Arts di Milano.

Mixato da Adel Al Kassem.
Masterizzato da Alberto Cutolo.

Il disco è stato realizzato anche con il supporto de La Masseria Della Musica. Associazione culturale ed etichetta fondata da una comunità di musicisti dediti a promuovere la buona musica.

Design e Artwork di Gianluca Paradiso.
Il ritratto fotografico di Pierpaolo Lauriola sul retro copertina della versione CD Digipack è tratto da uno scattato di Giuseppe Biancofiore.

La foto live del profilo Bandcamp è stata scattata da Salvatore Uccello.

Ufficio Stampa: Nora Bentivoglio.
Mensili e web: Francesco Carlucci.
Web: Elisa Stucchi.
Radio: Clara Calavita.

© Tutte le canzoni sono di Pietro Paolo Lauriola. La musica e il testo sono regolati dal diritto d'autore italiano via SIAE, l'agenzia di raccolta dei diritti d'autore italiana, fondata in Italia nel 1882.

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all rights reserved

about

Pierpaolo Lauriola Milan, Italy

Pierpaolo Lauriola is an italian singer-songwriter and guitarist.
L'EGO is the third studio album.
Through UnAltroMondo onlus foundation, promotes initiatives and projects primarily focused on education, health, and quality of life in Africa, cooperating with local organizations in order to create better life conditions.
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Track Name: Yalla
Mi cercherai nel cuore degli uomini
dopo questa notte.
Tempesta di sale sulle mie labbra.
Tu su di me
nel silenzio spettrale.

Yalla! Yalla!
Yalla! Yalla!
Amami ancora.
Yalla! Yalla!
Amami ancora

Oggi festeggiamo quel proiettile che non ci colse.
E che ci rifece vivi.
E ci conservò drogati da troppe morti sfiorate.
Spettatori di ciò che la storia non svela.

E non mi dire che hai paura adesso
che ti porterei.

Yalla! Yalla!
Yalla! Yalla!
Amami ancora.
Yalla! Yalla!
Amami ancora.

Che la luna questa sera
è amica dei cuori stanchi.
Che la luna questa sera
è amica dei cuori ribelli.
Che la luna questa sera
è amica dei nostri fratelli e sorelle.
Ed io me ne vado ancora portandomi dentro
quei cieli ribelli.

Yalla! Yalla!
Respira.
Yalla! Yalla!
Respira.
Yalla! Yalla!
Respira.
Respira.

Così attraversi il mondo
con un gesto lampante che contiene tanti gesti.

E capita anche a volte che il sole è così forte
da bruciare il cuore e le parole.
Capita anche a volte che due occhi
son così belli
da bruciare d'amore.

Talvolta il sole è così forte
da bruciare il cuore
e le parole.

Il rumore del vento
Soffia tra gli alberi
e i cardini
cigolanti.

Il rumore del vento
Soffia tra gli alberi
e i cardini.
Il rumore del vento
Soffia tra gli alberi
e i cardini
cigolanti.

Yalla Yalla!
Amami ancora.
Yalla Yalla!
Amami ancora.
Yalla Yalla!
Respira.
Yalla Yalla!
Respira.
Respira.
Track Name: A Varsavia
Le cose non dette sono tante.
A volte immaginarie.
Altre volte sono solo pensieri
che sfuggono nell'attimo
che passa via veloce.

Le cose non dette a volte si nascondono.
Vorresti tirale fuori.

Ci sono troppe cose che non ho detto mai.
Vorrei strapparle al cielo per poterle dire ancora.
Vorrei gridarle al cielo e poi vederle riapparire ancora.

Le cose non dette
Le vorresti nascondere dietro ad una battuta.
Mi avvicino al telefono e spero di trovare il mio fiato nel tuo.
Ma io respiro più velocemente e vorrei riuscire a fermare questo cuore
che quando t'immagino
si muove troppo forte
e mi toglie le parole.

Ci sono troppe cose che non ho detto mai.
Vorrei strapparle al cielo per poterle dire ancora
Vorrei gridarle al cielo e poi vederle riapparire ancora.

Ci sono troppe cose che non ho detto mai.
Vorrei strapparle al cielo per poterle dire ancora.
Vorrei gridarle al cielo e poi vederle riapparire ancora.
Track Name: The Dreamers
Here
we are
again
you and I,
Facing the sea.
We've said goodbye too many times.

This is the life, you told me.
Do you remember?

The Dreamers.
That is us.
In the city that made us love.
We are dreamers.
In the city that made us love.

I had
a dream
last night.
I also created
a list
of things
to do
during the summer
holidays, to make

things more simple.
The desire to escape.
The desire to stay.
The desire for freedom.
The desire to escape.

The Dreamers.
That is us.
In the city that made us love.
We are dreamers.
In the city that made us love.

The Dreamers.
That is us.
In the city that made us love.
We are dreamers.
In the city that made us love.

The Dreamers.
Track Name: Cantavamo Canzoni
C'è qualcosa che perdo
In questo mare di speranza,
e' la follia di un Dio
che dorme sul selciato.

E passa la sera e poi arriva domani,
E sai cosa penso
Nel rivedere i passi che mi dividono da te?

C'è qualcosa che balla
Nelle rime appena uccise,
è solo un foglio di carta o è qualcosa sulla vita.

Nelle visioni in orbita
Di questo cielo stuprato.
Nelle nuvole scure che seppelliscono il sole.

Nella luce del giorno che non sa morire.
Nella neve che scompare nei giorni che vanno via.

Nel candore di questa armonia voglio restare,
Fermo sul divano ad aspettare,
la saudade del mio amore.

Cantavamo canzoni: For the times they are a-changin'.
Le Déserteur. New Year's Day. Give Peace a Chance.
La Guerra di Piero.

Cantavamo canzoni: For the times they are a-changin'
Era de Maggio, Lulù e Marlène, Sul ponte sventola bandiera bianca.
Goodbye Blue Sky.

Non piovono speranze.
Da cieli senza nuvole.
Track Name: L'Avventura
Qualcuno desidera i tuoi giorni e le tue notti,
le tue distanze,
le tue carezze,
i tuoi pugni tesi.
Perciò le finestre del desiderio
solo un venticello le sfiora
affidando le chiavi a un sogno.

Il confine, la frontiera, l'assenza.
L'avventura ti sa portare
Dai monti al mare.
L'avventura
È il dove
È il nostro stare.
L'avventura
è l'ombra che ti sa guidare.

Molte volte
è solo lo stesso atto del rivelare
ad avvicinarci alle persone.
Mentre conosci una persona,
allo stesso tempo apprendi qualcosa del mondo e di te stesso.

Il confine, la frontiera, l'assenza.
E se riesci a mettere a frutto ciò che apprendi
il mondo ti sarà sempre più vicino.

Perché Ho bisogno di questa vita.
Perché Ho bisogno di questo sogno.
Perché Ho bisogno di te.

Ed il confine
è qualcosa che ho dentro.

Il faro, la luna, la chiesa, la torre.

Il confine, la frontiera, l'assenza.
L'ego di Calvino,
L'ego di Montale,
L'ego di Caino.
Il confine, la frontiera, l'assenza.
La migrazione.
La separazione.
Il viaggio.
Track Name: I Cantori
Le vie sembravano vene
E le ore dei passi.
Milano, Londra, Berlino,
Ritimi tribali a Beirut,
Nebbia fitta a Varsavia,
Stare Mesto nel centro di Praga,
Sulle strade del Sud,
Sulle strade del Sud,
Sulle strade del Sud,
Ti chiamavano "la roccia del Gargano".

I cantori passano
con la chitarra battente
E all'imbrunire ri-sorge la terra.
Tra spighe di grano ti porterò,
le spighe di grano sono l'unico oro che ho.

Il cantore scrive per te
la canzone più bella che c'è
e anche se bella non è
è la nota più dolce per te.

I cantori cantano
la canzone più bella che c'è.
E la nota più dolce che scrivo è per te.

I cantori cantano con la chitarra battente
e all'imbrunire risorge la terra.
Tra spighe di grano ti porterò,
Le spighe di grano sono l'unico oro che ho.

Prendi l'aratro,
Ara la terra,
Attenzione al fosso,
Butta il concime nel solco.
Che poche parole conosci,
per scrivere storie,
ma tanta vita vissuta nei campi,
tanta quanto basta per aiutarci a seminare un altro futuro.

Lalalalalalalala…

Il cantore canta per te la canzone più bella che c'è
e anche se bella non è
è la nota più dolce per te.

I cantori cantano
la canzone più bella che c'è.
E la nota più dolce che scrivo è per te.

Oggi, canta e suona con me.

Oggi.

Abdica.
Track Name: Il Mare
Il mare ha una sua forza così come certe canzoni.
Il mare riassume tutte quante le forze.
In esso convivono quiete e tempesta,
pace e sofferenza,
poesia e orrore.
Il mare riesce a rispecchiare tanti sentimenti, è un'immagine totalizzante.

Onda dopo onda.
Sera dopo sera.
Quello che rimane
È l'immagine del mare.
Il mare che ho dentro. Cosa suggerirà.
Onda dopo onda.
Sera dopo sera.
Quello che rimane
È l'immagine del mare.
Il mare che ho dentro. Cosa suggerirà.

Il mare riesce a rispecchiare tanti sentimenti,
è un immagine totalizzante che ti mette faccia a faccia con il tuo io più nascosto.
Ti mette a nudo, ti fa sentire piccolo.
Come certe canzoni.
Come certi musicisti.
Quando non riusciamo a comprendere quello che ci circonda, non ci resta che contemplarlo, con umiltà ed emozione.

Onda dopo onda.
Sera dopo sera.
Quello che rimane
È l'immagine del mare.
Il mare che ho dentro. Cosa suggerirà.

Onda dopo onda.
Sera dopo sera.
Quello che rimane
È l'immagine del mare.
Il mare che ho dentro. Cosa suggerirà.

Il mare.
Il mare.
Il mare.
Track Name: Dentro A Un Bicchiere
Quando torni a casa.
Quando fai le valige.
Quando anche i soldi per l'ultima cena sono stati spesi.
Quando smetti di lavorare.
Quando fuori c'è il sole e dentro la tempesta sale.
Quando la schiena fa male.
Quando gli anni passano.

Dentro a un bicchiere.

Quando hai voglia di andare via, lontano, non si sa dove.
Quando hai voglia di tornare da dove tutto è cominciato.
Quando dici "anche io sono capace".
Quando non smetti di gridare.

Dentro a un bicchiere.

Quando dici Addio e lo fai con una frase presa a prestito da un libro.
Quando mani in tasca, attraversi la città per un'altra opportunità.
Quando sei stanco di aspettare.
Quando sei davanti all'ultima bottiglia di vino.
Quando affondi con i pensieri ancora un'altra volta dentro a un bicchiere.

I feel like it's gonna rain. (mi sento come se fossi pioggia)

Quando torni a casa.
Quando fai le valige.
Quando anche i soldi per l'ultima cena sono stati spesi.
Quando smetti di lavorare.
Quando fuori c'è il sole e dentro la tempesta sale.
Quando la schiena fa male.
Quando gli anni passano.

Dentro a un bicchiere.
Dentro a un bicchiere.
Dentro a un bicchiere.
Dentro a un bicchiere.